giovedì 24 luglio 2008

Manifestazione nazionale antirazzista a Roma il 4 ottobre


È il momento di reagire alle logiche e ai molteplici atti di razzismo istituzionale e diffuso – che arrivano ad attaccare e mettere in discussione la vita stessa – per vivere meglio ed essere tutti più liberi.
Le misure proposte dal governo Berlusconi, che ipotizzano il reato di “clandestinità aggravano e alimentano il razzismo.
Il riconoscimento della nostra comune umanità motiva una forte mobilitazione diretta e unitaria per affermare solidarietà e accoglienza per tutti.

• Contro tutti i razzismi
• Basta stragi nei mari ! Libera circolazione per tutti !
• Per la libertà e la sicurezza di tutti: solidarietà e accoglienza
• Ritiro immediato del “pacchetto sicurezza” del governo e chiusura dei C.P.T.
• Contro la direttiva della UE sul rimpatrio
• Contro le logiche repressive, criminali, discriminatorie e di sfruttamento da qualunque parte provengano

Riunione com. promotore a Roma il 13 settembre ore 16 in via scalo di San Lorenzo 67 ( sede Carta)

Info e adesioni : stoprazzismo@libero.it ; 055-2302015, 06-70302626,334-7274379; http://4ottobre2008.bloog.it

Manifestazione autofinanziata, sostienila! versamenti c/c postale Cib Unicobas n° 40899007 causale “4 ottobre”
Prime adesioni: Socialismo Rivoluzionario, Partito Umanista, Ass. antirazzista e interetnica “3 Febbraio”, Unicobas, USI-AIT RM, Utopia Rossa, Socialismo libertario, Utopia Socialista, Usi-Ait ; Presidio No Tav Bruzolo-Val Susa, Centro delle Culture , Circolo Arci “Caffè Basaglia” TO, Comitato Rom per la difesa dei diritti umani FI, Coordinamento di lotta per il lavoro NA, Centro sociale Carlo Giuliani NA, Ass. Umanista Help To Change, Ass. Umanista UnAltroMondo Onlus, Compagnia dei fuocolieri PA, Amistad-gruppo studentesco indipendente per l’autorganizzazione-FI, Comitato “Pace per Poter” PA, Comunità per lo sviluppo umano FI, Ass. Agorà Portici-NA, Stargayte, Ass. Raggio d’Azione, Fed. Umanista Sportiva, Coord. di studentesse Towanda RM, Comunità Etiope RM, Circolo Pasolini PV, La tribù dei genitori e bimbi per l’educazione alla non violenza, Pungolo -giornale umanista- FI, Diaspora Africana Italia, Ass. del Bangladesh in Italia, Comitato per la pace X Municipio RM, Comboniani di Casavatore, Ass. culturale Amici Parco Emilio, ASPER (Ass. per la tutela dei diritti umani del popolo eritreo), Chiesa libera di Avellino, Gruppo Consiliare dei Verdi di Chiaia, Posillipo e San Ferdinanado, “Cittadini Invisibili? No grazie!” Sicilia PA, Ass. E.CO.FEBIO AQ, Ass. Communitas Vesuviana Portici-NA, Mondo senza guerre MI; Opera Nomadi-Giugliano (Na); red. www.ildialogo.org ; Ass. “Agire Solidale” SR; “L’Altra Città” FI; Dimensioni Diverse MI; Ass. Offinakoinè; Spazio sociale Takuma Avigliana; Ass. Jolibè; Osserv. criminologico crimini su donne e minori; Ass. Fulbe VI; Il Satiro Saggio ; Non Solo Rieti ; Centro delle Culture Mi; Comitato provinciale Arcigay l’Approdo di Genova ; Scuole Senza Permesso (Mi) ; Comitato antirazzista “mondoinsieme” (Mi) ; Ass. di promozione sociale Luogo Comune – Vignate ( Mi) ; Comitato Antirazzista “ Iqbal Mashish” (Aq); Assemblea permanente delle donne ( Na) ; Movimento femminista proletario rivoluzionario; Agenzia Habeshia ; Associazione di volontariato Jerry Essan Masslo ( Casal di Principe); “Sinistra 2000” laboratorio di politica e cultura ( Casal di Principe); Collettivo femminista cercando la luna (Mi); Fiei ( Federazione italiana emigrazione immigrazione ) ;Filef ( Federazione Italiana lavoratori emigranti e famiglie) ; redazione “ Il bene comune”; Ass. Usciamo dal silenzio (Ge) ; Gruppo sociale progressista ; Libreria Griot ( Rm) ; Comitato No Expo ( Mi) ; Centro delle Culture ( Na) ;
Rete Laica ( Ge) ; Movimento studentesco (Ge) ; Sud Pontino Social Forum ;Ass. di vol. “ Centro Astalli Sud” ( Grumo Nevano ); La redazione Arcoris Campania ; Ass. Umanista Reciprocità ; Ass. Afrikelele (Na) ; Ass. Culturale Herabon (Rm ) ; Ass. culturale Prometeo ( Acquaviva- Ba) ; Comunità per lo sviluppo Umano ( Fi);
Stefano Montesi, Pier Maurizio Castelli, Riccardo Pieralli, Claudio Giorno (No Tav Borgone-Val Susa), Alberto ;Perino, Marina Clerico (No Tav Bruzolo-Val Susa), Maurizio Piccioni (Spinta dal Bass), Gabriele Botte (No Tav Rivoli-Val Susa), Daniele Pasinato (Presidio San Pietro in Rosà-VI), Andrea Bigalli, Marta Passarin (No Dal Molin-VI), Francesca Manzini (Folgaria-TN), Marcella Corò (No passante-Mestre), Stefano Priante (No Dal Molin-VI), Maria Casonato (No Dal Molin-VI), Sergio Pastorello (VI), Marco Brazoduro (docente di politica sociale La Sapienza-RM), Augustine Namatsi Okubo (oper. sociale-Comunità Kenia), Fakhita Haouari (Ass. Donne Marocchine in Italia-Lombardia), Mario Lana (Unione Forense per la tutela dei diritti umani), Rose Odera (Comunità del Kenia), Ippolita Sforza (Casa delle donne BS), Giuseppe Musolino (presidente Arci VA), Irene Campari (consigliera comunale indipendente PV), Hamza Roberto Piccardo (direttore www.islam-online.it), Renato Sarti (Direttore artistico Teatro della cooperativa), Ramzi Harrabi (artista tunisino), Nadia Conti (Presidente Pubblica Assistenza Campi B.-FI), Michele Bertani (dottorando in sociologia delle emigrazioni), Padre Carlo D’Antoni (Parroco Chiesa Bosco Minniti in Siracusa), Giorgio Poletti (missionario comboniano), Nino De Amicis (Spinta dal Bass), Nicoletta Dosio (Val Susa), Daniela Francou (Val Susa Caprie), Mauro Sonzini (Val Sangone), Oscar Di Giorgio (Avigliana), Gemma Ukunda Shema (Ass. Donne Africa Subsahariana), Marco Ralli, (RSU Comune RM, Coordinatore ASBEL CNL), Massimo Reggio (RSU Comune RM), Gennaro Francione (giudice, scrittore), Ziad Zahra (coop. Il Biscione GE), Antonio Lucchesi (vicepresidente Ass. Insieme Fi), Elvira Cioffari (RSU/RLS Telecom Italia-TO), Francesco Surdich (vicepreside Facoltà di Lettere Università GE), Andrea Agostini (ambientalista GE), Matteo Podrecca (Ecoculture), Elena Coccia (giuristi democratici), Mirdga Zahirul (Comunità del Bangladesh VI), Isidoro Mobei (A3F -VR), Babacar Ndiaye (cantante dei Rastabarra Djembe-Senegal), Nereo Turati (Consigliere nazionale Opera nomadi-VI), Mamadou Konte (Comunità Fulbe VI), Roy Paci (cantante), Renzo Casali (fondatore Comuna Baires-MI), Avv. Mariagrazia Mei (MI), Angelo Caruso (Sit-Art MI), Angela Molteni (scrittrice), Francesco Gisonni-Joe Contromano -(musicista); Marco Sodi (formatore alla non-violenza Univ. FI); Alessandra Buggenig (produttrice del film “Lettere dal Sahara”); Monica Bacis (giornalista); Matteo Gigante (rapp. Cps RM ); Nasser Vaghefi (giornalista tv iraniana); Pierangelo Monti (Godd Samaritan e Mir Ivrea ); Rosanna Remon (maestra tango argentino MI); Bianca Pitzorno (scrittrice); James Taylor Quartet; Dennis & the Jets; Alessandra Durante (MI); Gennaro Varriale (Formia); Patrizia Cammarata (delegata CUB VI); Luigi Revrenna (rete G.a.s. VI); Daniele Bonazza (Filmmaker-BO); Zahalka Tak (medico palestinese-PD); Nora Rodriguez (Arci servizio civile-VI); Don Alessandro Santoro (Comunità delle Piagge-FI); Giulietto Chiesa (giornalista); Irina Casali (regista teatrale); Lorenzo Carletti (Univ. PI); Don Andrea Della Monica (oratorio S. Bartolomeo-CO); Mercedes Frias, Alexian Santino Spinelli ( musicista e docente univ. ) ; Daniela De Rentis ( Ass. Naz. Thèm Romano onlus) ; Doriana Goracci ( Capranica VT) ; Giuseppe Cacciatore ( docente di filosofia Università di Napoli); Almamegretta ( gruppo musicale); Pietro Angelici ( docente antropologia univ. di Na ); Guglielmo Tocco ( scrittore e filmaker) ; Gerarda Franciuli (liceo Virgilio Rm) ; Irene Storace ( traduttrice) ; Ettore De Lorenzo ( giornalista Tg3) ; Andrea Paolillo ( Avvocato) ; Rita Disco ( Rete scuole di cittadinanza attiva- assemblea territoriale di Siracusa) ; Nathalie ( cantautrice) ; La Zurda ( Buenos Aires) ; Baby Blue ( Prato); Arturo Ghinelli (Mo) ; Dante Bedini ( dirett. prov. Cgil scuola di Teviso- Rete 28 aprile ) ; Gian Felice Facchetti ( artista teatrale) ; Diego Nunziata ( videomaker) ; Don Gallo ( Comunità di San Benedetto – Ge) ; Maria Tiziana Lemme (Rm); Train de Vie (gruppo musicale) ;

domenica 29 giugno 2008

LA VERA SICUREZZA


La proposta di identificare tramite dati biometrici tutti i rom presenti sul suolo italiano, compresi i minori, odora fortemente di xenofobia, se non di vero e proprio razzismo. Il ministero degli interni rassicura sul fatto che queste scelte sono in linea con l’Unione Europea: e allora? Anche se una determinata norma fosse applicata in tutta Europa, ciò non significa necessariamente che sia giusta.
Inoltre, anche se fossero censiti tutti i bambini rom, con tanto di impronte digitali, che cosa si sarebbe concluso? Molto probabilmente niente, se si esclude ovviamente l’effimero valore rassicuratorio che un provvedimento di questo genere potrebbe avere per tutti quegli italiani che ancora hanno bisogno di un “papà che li protegga dall’uomo nero”.
Molti invece sono i cittadini, dagli assistenti sociali agli insegnanti, dagli psicologi ai volontari, che ogni giorno devono superare una miriade di ostacoli per operare a favore dell’integrazione dei bambini rom, come di tutti gli altri bambini figli di stranieri residenti in Italia. Forse non tutti i bambini rom sono censiti, ma ciò che più conta è il fatto che solo il 37% di quelli segnalati è preso in carico ed inserito in un progetto di reinserimento sociale.
E allora, invece di spendere soldi per la militarizzazione del territorio e per mandare i vigili a sporcare d’inchiostro i polpastrelli dei piccoli rom, vengano aumentate le risorse umane ed economiche per incrementare la capacità di reinserimento sociale di questi meravigliosi bambini da parte dei servizi già preposti a farlo. Questo, e solo questo tra l’altro, significa lavorare per aumentare la sicurezza di tutti.

Roma, 29 giugno 2008

Carlo Olivieri
Umanista

sabato 21 giugno 2008

DIRETTIVA "RIMPATRI"


UNA DIRETTIVA CHE NON CI INTERESSA

Cosa avete deciso di fare?
Avete deciso di chiudere per 18 mesi nei lager del 21° secolo tutti gli esseri umani che sono sbarcati in Europa, senza regolare biglietto?
Lo avete deciso pur sapendo che questi esseri umani fuggono dalla fame, dalla guerra, dalla povertà?
Non ci interessa affatto. Continueremo ad abbracciare chi viene qui perché ha fame; continueremo ad abbracciare chi viene qui perchè ha paura di morire.

Unione Europea? Di quale unione si sta parlando?
Un’unione che si barrica dietro gli steccati, un’unione che imprigiona se stessa per difendere a tutti i costi un benessere sempre più illusorio? No, non ci interessa. Non ci interessa affatto.

Diritti europei? Di quali diritti vogliamo parlare? Il diritto di imprigionare un bambino straniero anch’egli sbarcato senza regolare biglietto, e di espellerlo senza pietà, anche se non accompagnato?
Se questi sono i vostri diritti, ebbene no, questi diritti non ci interessano affatto.

Non ci piace la puzza di chiuso che si respira. Se voi chiudete le finestre, noi le riapriremo. Le chiuderete mille volte? Noi le riapriremo mille volte.

Volete ridurre l’Europa ad una setta di visi pallidi ammuffiti, rannicchiati a difendere una ricchezza accumulata sulla pelle di quello che ancora vi ostinate a chiamare “terzo mondo”. No, ci dispiace, ma non ci interessa.

Non ve siete neanche accorti, ma la vera Europa ha già i volti di mille colori, la vera Europa parla già tutte le lingue del mondo. Sarà sempre più così, nonostante voi.
Potete promulgare tutte le direttive che volete, potete costruire tutti i lager che desiderate, potete alzare i vostri steccati fino al cielo, se volete, ma non fermerete mai l’essere umano che verrà.

Roma, 21 giugno 2008

Carlo Olivieri
Umanista

giovedì 19 giugno 2008

LE VITTIME DELLO SCUDO STELLARE


Non sappiamo quante vittime ci sarebbero se scoppiasse una guerra nucleare, ma sappiamo quante vittime ci sono già oggi per costruire le armi nucleari.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che oggi ci siano
178 milioni di bambini malnutriti nel mondo e che 20 milioni siano affetti da malnutrizione grave. Ogni anno la malnutrizione contribuisce alla morte
di un numero di bambini
compreso tra i 3,5 e i 5 milioni sotto i 5 anni di età.

Quanti miliardi ci vorrebbero per salvare milioni di bambini dalla fame?
Sicuramente molti di meno dei 50 miliardi di dollari previsti per lo scudo stellare.

Trattiamo gli altri
come vorremmo essere trattati.

Opporsi allo scudo stellare e agli armamenti nucleari non significa soltanto salvare il nostro futuro,
ma significa anche migliorare
il presente di milioni di esseri umani.

Carlo Olivieri
umanista

sabato 14 giugno 2008

SEGNALI DI FASCISMO


Roma, 14 giugno 2008

Militari nelle città. Brutto segno. Brutto come lo è quasi tutto quello che sta facendo, o annunciando di fare, l’attuale governo. Il governo più di destra che la repubblica italiana abbia mai avuto da quando è nata.
Per i prossimi sei mesi, ovviamente rinnovabili, 2.500 militari si andranno ad affiancare alle forze dell’ordine nel presidiare i luoghi considerati più a rischio delle maggiori città italiane. Se a questa ultima trovata aggiungiamo, con la scusa dell’ultimo giro di vite sulle intercettazioni, le minacce di arresto per i giornalisti; se aggiungiamo la possibilità di chiudere i migranti nei centri di permanenza, come previsto dall’ultima direttiva europea, anche per 1 anno e mezzo e la criminalizzazione di tutti i migranti senza permesso di soggiorno; se aggiungiamo la minaccia di manganelli ed esercito per chi ostacola l’accesso, anche con un pacifico sit-in, ad altre pattumiere a cielo aperto nella già martoriate terre campane; se aggiungiamo i rastrellamenti nei quartieri a più alto tasso di popolazione straniera e gli sgomberi dei campi nomadi; se aggiungiamo, infine, i tanti piccoli atti di razzismo che si moltiplicano e si stanno verificando ormai quotidianamente, ne viene fuori un quadro ben poco felice del nostro paese.

Come per il lupo, anche per la destra, vale il detto: “perde il pelo, ma non il vizio”.
Tutti questi brutti segni sono, inequivocabilmente, segnali di fascismo. Come il sindaco di Roma, che sotto la camicia porta la croce celtica, numerosi componenti del governo Berlusconi nascondono sotto il vestito la vecchia camicia nera. E come accadde nel ventennio mussoliniano, anche oggi si sta cercando di stringere nella morsa autoritaria le nostre città, mentre i poteri economici più forti possono fare il loro comodo più indisturbati che mai.
Ecco quindi, la vera faccia del governo Berlusconi: è la faccia inconfondibile del fascismo.

Ora si tratta di contrastarlo, prima che faccia danni irreparabili e ci faccia tornare indietro di cento anni. L’appello a tutti i cittadini democratici è chiaro e semplice: apriamo gli occhi, organizziamoci, formiamo gruppi spontanei in tutti i nostri quartieri e poniamo una barriera nonviolenta contro la dilagante violenza che si sta preparando. Non permettiamo a questi nostalgici di “ordine e disciplina” di rosicchiare pezzo dopo pezzo la sovranità popolare e costruiamo una società più radicalmente democratica, che non dia mai più la possibilità ai fascisti di prendere il potere.

Carlo Olivieri
umanista

venerdì 9 maggio 2008

I FRAMMENTI DELLA SPERANZA


La politica dei governi europei sta diventando sempre più inadeguata all’evoluzione del genere umano. Talmente inadeguata che persino la direttiva “Rimpatrio” sulle espulsioni dei migranti clandestini è stata momentaneamente bloccata dagli ambasciatori dei 27 paesi dell’UE, ma solo perché la vogliono più dura.
La suddetta direttiva prevedeva già delle norme che rendevano più che evidente la strada intrapresa: detenzione di 6 mesi, con la possibilità di ampliare questo periodo a 18 mesi, espulsione anche per i minori non accompagnati, impossibilità a ritornare sul suolo europeo per 5 anni. Ma non basta. Alcuni paesi, tra cui brilla l’Italia, vogliono norme ancora più dure: ridurre il tempo a disposizione del migrante per decidere di andarsene di propria volontà, possibilità di espellere subito i minori anche se non hanno terminato l’anno scolastico. Alcuni paesi non vogliono nemmeno spendere soldi per assicurare un’assistenza legale gratuita.

La strada intrapresa dell’Unione Europea in materia di immigrazione non porta da alcuna parte, se non verso il precipizio. Negli ultimi anni i governi europei sono risucchiati in un vortice che prima o poi li catapulterà fuori dalla storia umana. Infatti, soprattutto le nuove generazioni ormai hanno capito che l’identità culturale acquisita sin dalla nascita è solo un frammento e non è assolutamente adatta a dare la misura del tutto.
I giovani che inneggiano all’identità nazionale sono solo una minoranza addestrata da vecchie menti rimbambite e la loro violenza è solo l’ennesima dimostrazione della propria debolezza. Come ogni espressione violenta, non sono certo da sottovalutare, ma direttive come quella che si appresta ad approvare l’UE non fanno altro che nascondere l’insita debolezza dei neonazisti e razzisti di turno, legittimandone l’espressione e alimentando in loro, quindi, l’illusione di essere depositari di una forza in realtà inesistente.

Il futuro dell’essere umano va in un’altra direzione, quella della nazione umana universale. I motivi più evidenti per cui tanti esseri umani si allontanano dal proprio paese sono indubbiamente legati alla volontà di fuggire da condizioni di estrema difficoltà, determinate in fin dei conti da una distribuzione totalmente iniqua della ricchezza mondiale. La recente crisi del cibo, che sta alimentando nei paesi più poveri sanguinose rivolte contro l’innalzamento dei prezzi dei generi di prima necessità, ne rappresenta l’ultima ed ennesima dimostrazione.
Solo queste motivazioni dovrebbero essere più che sufficienti per abbattere il muro che l’Europa sta innalzando sui propri confini. Ma ridurre a motivi esclusivamente economico-politici la spiegazione di queste migrazioni non è sufficiente a dare la misura reale di ciò che sta succedendo.
La comprensione può ulteriormente avanzare se guardiamo quel “frammento” che ognuno di noi ha in mano. Un frammento che rappresenta la propria identità culturale e che troppo spesso si tende a far diventare la misura del tutto. Non c’è frammento che sia uguale ad un altro, ma c’è una forza che tende a riunire tutti questi frammenti. Non si tratta, quindi, di rinnegare la propria storia e la propria cultura, ma di riconoscerla in quanto frammento, che solo se riunito a tutti gli altri, può ritrovare il suo senso.
Più passa il tempo e si fa sempre più evidente il fatto che gli esseri umani sono spinti da una forza che tende all’unione. Già in varie zone del mondo, nonostante le forze contrarie siano ancora molto forti, prende forma questa possibilità storica. L’Europa non può mancare a questo appuntamento. Invece di innalzare steccati, dovrebbe sfruttare questa possibilità storica che le è data proprio dal continuo movimento di popoli e culture diverse che si sta verificando sul suo territorio. L’Europa, consapevole del suo frammento di storia e cultura, dovrebbe facilitare l’incontro con più frammenti possibile, acquisendo in tal modo il vero senso della sua stessa esistenza in quanto unione di paesi diversi.
L’atteggiamento reazionario che i governi europei stanno assumendo nasce dall’impellenza di non farsi travolgere dagli eventi. Ma non è questa l’unica alternativa alla passività. Non si tratta di lasciare che il futuro venga da sé, ma ripetere acriticamente ciò che è successo nel passato, dando l’impressione che qualcosa si stia facendo, non ci darà alcun futuro.
Se l’Europa – e con essa ogni suo cittadino - non vuole avviarsi verso l’abisso, senza sapere neanche come oltrepassarlo, deve morire al proprio passato senza rinnegarlo e andare senza indugi a riunire il proprio frammento con quelli degli altri popoli, per costruire qualcosa che non risiede più lungo i perimetri dei confini esistenti, ma li trascende.
Questa è l’Europa che vogliamo.

Roma, 9 maggio 2008

Carlo Olivieri
medico umanista

martedì 29 aprile 2008

Roma alla destra COMPLIMENTI!


Alla fine ci sono riusciti. Non è stato facile, ma alla fine ci sono riusciti a consegnare Roma alla destra. Complimenti. Complimenti veramente.
Complimenti ai grandi strateghi della sinistra italiana e romana, per la loro capacità di rendere, nel giro di 20 anni, i propri partiti così leggeri ed evanescenti, da risultare alla fine inesistenti sul fronte dei conflitti reali.
Una sconfitta così sonora non dipende dal tema “sicurezza”, come ora si affrettano a dichiarare i vertici del P.D., ma proviene da molto più lontano. I semi di tale sconfitta erano già stati sparsi sul terreno, molto prima dei tempi in cui Rutelli esultava per il suo primo mandato di sindaco di Roma nell’ormai lontano 1993. I 15 anni successivi sono serviti a coltivare con estrema accuratezza ciò che oggi risulta evidente agli occhi di tutti.
La grande abilità, infatti, sta nell’essere riusciti a rendere quasi indolore la caduta di Roma nelle mani della destra. Dove sono i segni evidenti di 15 anni di amministrazione realmente progressista? Come mai non si percepisce che con la sconfitta di questa sinistra si sia interrotto un virtuoso cammino della città di Roma verso un futuro di reale progresso? La risposta è facile: non c’era alcun cammino. E se non c’è alcun cammino su cui progredire, non c’è alcuna sinistra.
Ma in politica, come nella vita, non si può neanche restare fermi. Se non si progredisce, si torna indietro. Ma a furia di tornare indietro, ci si incontra con chi, come la destra, è più bravo a tornare indietro, altrimenti che destra è. E allora, conservatori per conservatori, meglio scegliere quelli originali. O no?!
Non si tratta del rimpianto della vecchia sinistra comunista, ma di fronte agli inevitabili cambiamenti della società umana, si potevano dare risposte di diverso tipo. La sinistra italiana e romana è riuscita a dare le peggiori risposte che si potevano immaginare.
Bravi. Ancora complimenti.
Applausi. Applausi per aver contribuito a distruggere lo stato sociale e le conquiste dei lavoratori; applausi per aver contribuito a rendere precaria la vita di milioni di cittadini; applausi per aver privatizzato i servizi pubblici; applausi per aver trasformato l’Italia da un paese che ripudia la guerra in un paese in guerra; applausi per aver costruito i lager per i migranti; applausi per non aver costruito neanche una casa per chi ne aveva veramente bisogno; applausi per aver approvato opere inutili e dannose come la TAV e l’allargamento della base di Vicenza.

La commedia, durata 15 anni, è finita. La vetrina-Roma si è spenta. Il tempo dell’indifferenza per il dolore e la sofferenza è finito. Ora è giunto il momento della ricerca e del cammino. Ora è giunto il momento di trattare gli altri come vorremmo essere trattati. Ora il cammino per un nuovo progresso può ricominciare.

Roma, 29 aprile 2008

Carlo Olivieri
medico umanista